Archivio per Luglio, 2009

Pensare “fuori dal cestino”

Posted in Opinioni, comunicazione di impresa con i tag , , on 27 Luglio 2009 by marcello54

Personalmente trovo Tom Fishburne irresistibile, e per la simpatia, la corrosività del suo punto di vista sul marketing e per l’acutezza delle osservazioni. Aprendo la sua newsletter sono scoppiato immediatamente in una risata che si è poi trasformata in un ghigno amaro: ancora una volta Tom ha centrato il punto con abilità e cinismo…

BRANDCAMPThis cartoon was partly inspired by my friend Paul at Idea Sandbox and his brilliant Idea Killer BINGO card.
All businesses talk about the importance of innovation yet most struggle with it. I don’t think they suffer from a shortage of ideas. I think they suffer from an inability to recognize and grow the ideas once they have them.
It’s far easier to block, water down, or sabotage an idea than it is to help it grow. That’s because more organizations are equipped with cutting tools than with growing tools.

(Aggiungerei: salvo poi essere costretti a  riassumere in tutta fretta personale od acquisire altrove risorse sulle quali, quand’era il momento, non hanno voluto/saputo puntare)

When I joined General Mills years ago, we held ideations constantly. They were fun, they were often elaborate, they were creative. They yielded some fascinating ideas. Yet the most remarkable ideas never went anywhere.

I once discovered a small box of files under my desk. Inside the box were the outputs of an ideation five years earlier. As I flipped through them, I realized that half of the ideas in the box were identical to some of the best ideas we had generated since I joined.

Aside from realizing we weren’t nearly as original as we thought, I learned that filling a box with ideas is easy. What is difficult is nurturing an idea and running with it. Getting it through the organizational stage gates without suffering the death of a thousand cuts.

Rather than hold “yet another ideation”, stage an “idea liberation”. Mine the ideas that are already floating out there. Breath fresh life into them and see if you can take them further. Instead of looking for reasons why they won’t work, look for reasons why they will.

Find a way to think outside the bin.

Il social media per il business è una buona idea, a patto di non pensare che sia gratis…

Posted in Idee, comunicazione di impresa con i tag , , , on 13 Luglio 2009 by marcello54

Milioni di persone creano ed usufruiscono di contenuti web: di conseguenza, anche l’ azienda meno “web-oriented” deve rendersi conto che sarebbe stupido pensare di fare  a meno dei social media nel business, perché la concorrenza  già li usa, ed anche le scuse ricorrenti del tipo “non siamo ancora pronti”, o “nel nostro settore siamo indietro, e non usiamo estensivamente internet” non hanno alcun senso.  In azienda si potrà anche non usare internet, ma i clienti sicuramente la usano, avranno come minimo un account di Facebook, avranno letto un post in un  blog almeno una volta o  inviato una email!!!
Siamo dunque  in presenza di uno dei nuovi miti del marketing in rete (in passato mi sono già occupato qui di miti del marketing tradizionale),  pericoloso se continuasse a trovare credito presso le aziende e gli operatori: si può definire il mito del

Il “social” è economico, quando non gratis.

Sappiamo tutti che You Tube, Flickr, Ning, WordPress, Twitter ed altri possono essere usati gratuitamente per operazioni di marketing, ma integrare realmente questi media in un programma di marketing richiede conoscenze precise, tempo e (quindi) denaro. E’ molto più facile di quanto non si pensi spendere cifre a 5 zeri: costruire un sito che consenta l’ interattività, permetta l’ inserimento di contenuti generati dagli utenti e magari delle funzioni di e-commerce non è per nulla economico, se realizzato a regola d’arte da specialisti.

Configurare per un uso corporate WordPress, ad esempio, richiede competenza, capacità di pianificazione e tempo (cioè denaro), ed anche una campagna di Adwords, per quanto i costi unitari siano relativamente bassi se rapportati ai media tradizionali, richiede l’investimento di svariate migliaia di euro a fronte di obiettivi correttamente settati (altra condizione imprescindibile troppo speso dimenticata dalle aziende).
Se poi aggiungiamo -ad esempio – il supporto di campagne di email marketing, l’ inserimento nei motori di ricerca, ecco che il budget  lievita rapidamente.

Purtroppo legioni di figli o nipoti blogger hanno radicato in molti imprenditori l’impressione che il costo di campagne che utilizzino media “social” sia praticamente zero, ma spesso si perde di vista il fatto che una corretta campagna ad esempio – per costruire una community, per implementare la reputazione in rete, costruire brand awareness, richiedono parecchie ore -uomo, e -fattore non trascurabile – di uno specialista.
Non si può pensare di affidare una community (come spesso capita) ad uno stagista, una segretaria o ad un PM che sono pagati per fare altro e che sottrarrebbero ore alla mansione principale per – in definitiva -non fare bene niente, con l’aggravante di costi che spesso rimangono sommersi, ma incidono sulla performance aziendale.

In un post recente  riportavo un esempio di valutazione di risultati finanziari di un blog, e parte importante di questo calcolo sono:

  • costo del blog in spazio di hosting e costi di “setup”

  • costo in euro per ora di un responsabile

...se l’ azienda si è posta un obiettivo finanziario per il proprio blog è (esempio classico, una campagna di fundraising), la valutazione del risultato è abbastanza semplice: basterà considerare il costo del click through (costo del programma /numero di click through= costo per click through), o del costo per ogni unità venduta, o per contatto di vendita, o per ogni euro raccolto.

Una semplice formula per illustrare la semplicità del ragionamento:

CE = CB + CO x 220
CC= CE / n CT

dove:

CB = costo del blog in spazio di hosting e costi di “setup”

CO=costo in euro per ora di un responsabile

CE= Costo Effettivo

CC = Costo per click

CT = Click Through”

(per leggere l’ intero post clicca qui