Il paradosso della comunicazione

Oggi ci definiamo “la società della comunicazione globale” : la tecnologia ha reso possibile comunicare ovunque. Così anche dai luoghi più sperduti possiamo far sentire la nostra voce e trasmettere la nostra immagine.
Nonostante ciò, l’ uomo ha ancora grossi problemi nel comunicare con gli altri.
Recenti studi hanno indicato la cattiva comunicazione come la principale causa di problemi di leadership e management.
Per essere un buon leader é necessario essere un buon comunicatore.

Il problema non é recente: quando Dio ordinò a Mosé di condurre i figli di Israele fuori dall’Egitto, Mosé rispose: ”Mio Signore , io non sono un buon parlatore…sono impacciato di bocca e di lingua “ ( Es. 4,10 ).
Quando Dio chiamò Geremia ad essere un profeta di Israele, Geremia disse : “Ahimé, Signore e Dio, ecco io non so parlare “( Ger.1,6 )
Sentirsi inadeguati come comunicatori é un’ esperienza comune alla maggior parte di noi, almeno qualche volta.

La buona comunicazione sviluppa e mantiene il gruppo, lo motiva a raggiungere gli obiettivi prefissati.
La comunicazione é la linfa vitale di un’ organizzazione: senza di essa l’ organizzazione stessa muore.
La corretta comunicazione rivolta all’ esterno crea immagine, simpatia, fama, notorietà, condivisione ed altro ancora.
Saper comunicare e saper farsi ascoltare é una “skill” che tutti devono avere, indispensabile per i
gestori di risorse umane.
La costruzione della torre di Babele (Gn 11, 1-9 ) ci mostra come sia importante la comunicazione sia nelle imprese individuali, sia nelle organizzazioni: “Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole “ ( v. 1 )
Dio osservò :“ Ecco,essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo é l’ inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile “ (v.6 )

Il loro efficace sistema di comunicazione li aveva unificati sotto un obiettivo comune e li motivava ad agire : la comunicazione efficace é la base dell’ innovazione, della creatività e della capacità di realizzazione del gruppo.

Dio, non in accordo con il loro obiettivo, dimostra che per distruggere la produttività ed annullare il progetto doveva interrompere la comunicazione:“ Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’ altro“(v.7)
Distrutto il loro sistema di comunicazione, l’ unità e la motivazione vennero meno ed il progetto fallì .

Fernando Cova
Presidente Man Equity – Sviluppo Manageriale

fercova@tin.it

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L’ esperienza professionale di Fernando Cova si sviluppa per oltre vent’ anni nell’ambito commerciale: dal 1992 si occupa a tempo pieno di sviluppo manageriale.
Sempre alla ricerca del ” nuovo ” si é trovato impegnato nel lancio di prodotti innovativi – dal telefax  al word processing e personal computer, dagli annuari specialistici ed elettronici alle microfibre per la pulizia. Si occupa, con Man Equity, di formazione e consulenza nell’ambito della comunicazione; di sviluppo delle risorse umane e delle skill manageriali; di formazione alla vendita: opera in aziende diversificate sia per dimensioni sia per settore merceologico e collabora con diverse Associazioni territoriali e di categoria erogando corsi aziendali e interaziendali.Sapendo gestire bene il proprio tempo (tra i suoi interventi ama ricordare “La gestione ottimale del proprio tempo”), trova modo di dedicarsi anche allo studio della storia locale e dei Templari.
Raccoglie documenti cartacei antichi.

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