Sovraccarico di comunicazione?

Leggo sul blog “Marketing Usabile” un interessantissimo intervento di Maurizio Goetz che integra ed amplia  le considerazioni che qualche tempo fa in questo blog si facevano a proposito del corretto posizionamento in comunicazione.

L’ overload dai media “classici” si sta purtroppo riversando online, specie laddove Internet viene usata con le logiche del “broadcast”, come fa notare Goetz.

Il problema più grave, secondo me, è che troppo spesso ci si imbatte in comunicazione online pensata con criteri offline, soprattutto per quanto riguarda la qualità veramente poverissima (talvolta assente) dei contenuti.

Troppo spesso ci si  imbatte in comunicazione online di colleghi delle PR o delle Agenzie di pubblicità pensati per la stampa, la radio e “trasposti” in rete: i risultati sono scoraggianti ed il “rumore di fondo” purtroppo aumenta, inutile. E chi fa informazione non è da meno: molti siti di giornali o riviste sono “overloaded”, sovraccarichi, e l’ utente si perde.

Da approfondire con serietà – infine – l’appunto nelle ultime righe del post, che suggerisce un approccio”altro” all’ overload, e probabilmente anche una soluzione più radicale e duratura…

“Si dice che su Internet ci sia troppa informazione disponibile, tale da creare un “overload”.

Se è vero che lo sviluppo della rete ha acconsentito alle persone di creare i propri palinsesti personalizzati, di scegliere le informazioni che preferiscono, di razionalizzare il processo di acquisto potendo comparare diverse offerte di un grande numero di fornitori potenziali, questo riequilibrio dell’assimetria informativa ha portato con sé anche la necessità di una maggiore responsabilizzazione delle persone.

Rispetto ai media tradizionali caratterizzati da palinsesti da “consumare” così come sono stati proposti dal “broadcaster”, l’informazione, le relazioni, i contenuti “selezionati” in rete sono invece il frutto di scelte individuali.

Ecco che il problema dell’information overload, può essere visto da una prospettiva diversa. Capacità di selezionare le fonti e l’esistenza di adeguati filtri sono due elementi fondamentali per la gestione dell’informazione nell’era dell’abbondanza come ci ricorda Clay Shirky.

Invece di parlare di information overload, possiamo cominciare ad affrontare i temi della gestione della conoscenza (Knowledge Governance) e dell’apprendimento permamente (Permanent Learning).”

2 Pensieri su &Idquo;Sovraccarico di comunicazione?

  1. Egregio Dottor Zeppa,
    condivido tutto di quanto pubblicato.
    Ma aggiungerei anche una de-inglesizzazione del linguaggio, siamo sicuri che tutti comprendano fino in fondo ( prendo dal suo sito ):

    – cloud
    – tag
    – blogroll
    o sono messi per essere “cliccati”?

    Cordialmente

    fernando cova

  2. Fernando, con la tua ben conosciuta acutezza hai …messo il dito nella piaga. Ma oramai alcune voci anglosassoni sono entrate nel lessico della comunicazione online ed offline (e, tutto sommato, “tag cloud” forse suona meglio di “nuvola di segnalibri”…🙂 ).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...