Barcamp, comunicazione integrata ed innovazione…

Sono…reduce dalla partecipazione a  “RomagnaCamp, la piadina con il BarCamp dentro“.

Per chi non avesse mai partecipato, il BarCamp è un evento destrutturato, una non-conferenza, aperto agli interventi di tutti: chiunque può proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web.

Nello specifico, al Romagna Camp, alla sua seconda edizione, si discutevano  temi legati alle innovazioni sull’uso del World Wide Web, del software libero e delle reti sociali con un orientamento marcato verso le tematiche business (e si assisteva anche ad una divertente interpretazione “alla romagnola” dell’evento che si svolge in uno stabilimento balneare tra un viavai di piadine e ragazze  in bikini…:) ).

La decisione di partecipare è stata originata innanzitutto da una partecipazione  molto  positiva alla precedente edizione del Camp, e dalla convinzione che da un ambiente così spontaneo e “popolato” soprattutto  da persone estremamente appassionate avrei imparato sicuramente qualche cosa di nuovo e sarei tornato con qualche spunto di riflessione interessante.

E infatti, al di là del folklore, mi hanno colpito:
– una presentazione di Simone Lovati su come il passaparola sia in grado di generare nuove lead in maniera molto più efficace rispetto a Google ed ai motori di ricerca. Su come il brand sia sempre più caratterizzato dalle persone che ci stanno dietro e sempre meno dalla comunicazione istituzionale….

– Una esperienza di Giovanni Arata, riuscito nell’ improba impresa di convertire all’uso dei media sociali una PA.
– la startup spreaker.com, una “social web radio” con alle spalle un concetto di business (ed un business plan) sensato: confesso di aver pensato “era ora!”

– La presentazione di BuddyPress, che trovo un’idea interessante e da seguire, anche se gli specialisti avanzano delle riserve tecniche (che io francamente non ho completamente compreso, ma – si sa- io uso il pc come una lavatrice). Una nota particolare per il relatore al barcamp, Nicola Greco, sviluppatore di 16 anni  (!) estremamente preparato, concreto e per nulla intimorito dalla platea…
Inoltre,  ho finalmente sentito porre l’accento negli interventi sul concetto di profilazione del target … ma su questo vorrei tornare in un prossimo post.

Sono appena tornato da  “RomagnaCamp, la piadina con il BarCamp dentro”.
Per chi non avesse mai partecipato, il BarCamp è è un evento destruttrato, una non-conferenza;  aperto agli interventi di tutti, chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web.
Nello specifico, al Romagna Camp, alla sua seconda edizione, si discutevano  temi legati alle innovazioni sull’uso del World Wide Web, del software libero e delle reti sociali con un orientamento marcato verso le tematiche business. (e si assiste anche ad na divertente interpretazione “alla romahìgnola” dell’evento che si svolge in uno stabilimento balneare tra un viavai di piadine e ragazze  in biikini…:) ).
Al di là del folklore, mi hanno colpito:
– una presentazione di Simone Lovati (link) su come il passaparola sia in grado di generare nuove lead in maniera molto più efficace rispetto a Google ed ai motori di ricerca. Su come il brand sia sempre più caratterizzato dalle persone che ci stanno dietro e sempre meno dalla comunicazione istituzionale.
– Una esperienza di Giovanni Arata,(link) riuscito nell’ improba impresa di convertire all’uso dei media sociali una PA.
– la startup spreaker.com, una “social web radio” con alle spalle una idea di business (ed un business plan sensato): confesso di aver pensato “era ora!”
– La presentazione di BuddyPress, che trovo un’idea interessante e da seguire, anche se gli specialisti avanzano delle riserve tecniche (che io francamente non ho completamente compreso, ma – si sa- io uso il pc come una labatrice)Sono appena tornato da  “RomagnaCamp, la piadina con il BarCamp dentro”.
Per chi non avesse mai partecipato, il BarCamp è è un evento destruttrato, una non-conferenza;  aperto agli interventi di tutti, chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web.
Nello specifico, al Romagna Camp, alla sua seconda edizione, si discutevano  temi legati alle innovazioni sull’uso del World Wide Web, del software libero e delle reti sociali con un orientamento marcato verso le tematiche business. (e si assiste anche ad na divertente interpretazione “alla romahìgnola” dell’evento che si svolge in uno stabilimento balneare tra un viavai di piadine e ragazze  in biikini…:) ).
Al di là del folklore, mi hanno colpito:
– una presentazione di Simone Lovati (link) su come il passaparola sia in grado di generare nuove lead in maniera molto più efficace rispetto a Google ed ai motori di ricerca. Su come il brand sia sempre più caratterizzato dalle persone che ci stanno dietro e sempre meno dalla comunicazione istituzionale.
– Una esperienza di Giovanni Arata,(link) riuscito nell’ improba impresa di convertire all’uso dei media sociali una PA.
– la startup spreaker.com, una “social web radio” con alle spalle una idea di business (ed un business plan sensato): confesso di aver pensato “era ora!”
– La presentazione di BuddyPress, che trovo un’idea interessante e da seguire, anche se gli specialisti avanzano delle riserve tecniche (che io francamente non ho completamente compreso, ma – si sa- io uso il pc come una labatrice)

Un pensiero su &Idquo;Barcamp, comunicazione integrata ed innovazione…

  1. Sono felice di leggere il tuo feedback positivo riguardo Spreaker! Ti invito anche ad iscriverti alla newsletter, se ancora non l’hai fatto: sarà un modo per noi per selezionare a chi inviare i primi inviti appena entriamo in beta pubblica.

    A presto!
    Marco

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