Ascoltare: la chiave del marketing

A volte sembra che le aziende facciano tutto il possibile per evitare di interagire con i clienti: eppure, si tratta dell’esperienza di marketing più importante di cui si dispone per contattare quella “creatura mitica”, il  cliente. E spesso, specie se si parla di e-commerce, l’errore più comune è “non andare sul campo”, perdendo così la comprensione della realtà aziendale proprio perché si è lontani dalle “transazioni sociali”.
Si trascorrono ore a teorizzare su come i clienti agiscono e pensano, perché gli uomini di Marketing amano pensare che il loro lavoro consiste nello scoprire quello che il cliente vuole. Ma basta essere aperti e disposti a farsi trovare da loro: i marketer non sono trasmettitori, sono ricevitori.
Se vogliamo, possiamo anche semplificare ulteriormente il concetto: come si fa a saper che cosa vuole il cliente? Ascoltando.In qualunque business si agisca, il successo o l’insuccesso dipendono dalla capacità di dare alla gente quello che vuole. E ricordare che per essere un marketer di successo è necessario essere abbastanza saggi da capire che si è al servizio del cliente e non il contrario.

2 Pensieri su &Idquo;Ascoltare: la chiave del marketing

  1. sono d’accordissimo con quanto scritto nel post!

    mi domando però se il cliente/consumattore vuole essere ascoltato in certi casi. Intendo, qualche utente di socialnetwork/forum potrebbe sentirsi spiato, o vedere male questo essere monitorato come se ci fosse un “grande fratello”.
    Qual è il limite tra spionaggio e ascolto?

    • Guido, hai assolutamente ragione nel domandarti quali siano i limiti al monitoraggio delle attività online, ed hai centrato lo spirito del post: troppo spesso ci si inventano delle modalità “intrusive” per procurarsi dei dati sulle abitudini del target – ad esempio – ma si trascura invece l’attività principale, piu semplice concettualmente ed in definitiva più efficace: ascoltare attentamente.
      E, sì, il cliente vuole essere ascoltato, almeno quello che partecipa ai forum, che discute sui blog o commenta su Facebook: in altre parole, quello che co-crea valore con l’azienda. Certamente l’etica aziendale deve salvaguardare il diritto degli altri di non essere “spiati”, foss’anche per conoscere le occasioni d’uso di un deodorante!
      (Hai letto “la finestra rotta” di Jeffery Deaver?)

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